Museo di Arte Sacra
Montespertoli

Situato appena fuori dal centro storico, nella canonica della storica Pieve di San Piero in Mercato, il museo espone opere d’arte, sculture, arredi e oreficerie di diversa datazione, provenienti dalle chiese del territorio.


Montespertoli, Museo di Arte Sacra

Il museo

Il Museo d’Arte Sacra a Montespertoli è stato inaugurato nel 1996. Il patrimonio delle opere raccolte nel Museo proviene sia dalla pieve di San Pietro in Mercato che dalle sue suffraganee, ma anche dalle chiese degli altri due pivieri, ossia gli antichi raggruppamenti ecclesiastici considerati come realtà storico-culturali autonome.
La coincidenza tra gran parte del territorio dei pivieri e quello dell’attuale Comune di Montespertoli ha indotto a ordinare le opere contenute nel Museo sulla base dei pivieri. Nello stesso ambiente, infatti, sono esposti i dipinti, le argenterie e gli arredi lignei provenienti dalle medesime chiese, ma, per ragioni di conservazione (clima e luce) vista la fragilità dei materiali, è stata prevista una sezione speciale per i paramenti e i manoscritti.

Da non perdere

Opere dei grandi maestri, ricostruzioni multimediali, voci e racconti del territorio e delle comunità che lo abitano, reperti archeologici e memoria delle arti e dell’artigianato: ogni museo regala piccole grandi storie, tutte da scoprire.

Arte

Madonna con Bambino (ultimi decenni del XV secolo)

Attribuito a Filippo di Antonio Filippelli

Affresco staccato proveniente dalla Chiesa di Coeli Aula

L’affresco raffigurante la Madonna in veste rossa e manto azzurro è seduta su un trono rinascimentale e sorregge il Bambino Gesù in piedi, è stato staccato per motivi di conservazione intorno al 1970. Non è certo il nome dell’autore, la cui maniera lo pone vicino allo stile di Domenico Ghirlandaio, ma la critica è concorde nell’attribuire l’affresco a Filippo di Antonio Filippelli, artista fiorentino non molto famoso ma contemporaneo e forse collaboratore di maestri più noti come Cosimo Rosselli. Il tono popolaresco e rustico, la rigidità dei corpi e delle espressioni, le tipologie dei volti e gli altri particolari rimandano ad altri affreschi realizzati nel contado fiorentino da Filippo di Filippo di Antonio Filippelli: quelli della Badia a Passignano all’antica pieve di Sant’Appiano presso Barberino Valdelsa.
Le iscrizioni presenti in basso sia nell’affresco della Madonna che anche nell’affresco raffigurante i Santi Antonio abate e Lucia, conservati sempre all’interno del Museo d’Arte Sacra di San Piero in Mercato a Montespertoli, non sono attualmente decifrabili per l’estremo stato di consuzione che interessa questa superficie pittorica.

Arte

Madonna con Bambino (1140-1145 ca.)

Filippo Lippi

Proveniente dalla Chiesa di Sant’Andrea a Botinaccio

La piccola tavola a tempera centinata rappresenta la Vergine con lo sguardo assorto e lievemente malinconico quasi distaccato dal Bambino Gesù che sorregge sulle ginocchia, sostenendogli la testa su un prezioso cuscino di stoffa, entrambi inseriti in un elegante abside rinascimentale. Il dipinto deve il suo fascino alla grande semplicità compositiva e ai dettagli che consentono di percepire l’atmosfera quotidiana dell’epoca pur senza annientare la sacralità dell’immagine: la Madonna è seduta all’interno di una nicchia estremamente lineare, con pannelli quadrati ai due lati, una semplice volta a botte e una sorta di piccola abside a forma di conchiglia, simbolo di resurrezione.
Un velo di eccezionale trasparenza copre i lunghi capelli biondi della Vergine ornati da una fascia rossa che riflette la moda fiorentina del tempo. È Gesù ad offrire l’immagine più commovente, reso in un atteggiamento di naturalezza infantile e avvolto nelle tipiche fasce usate comunemente per i neonati nell’ambito fiorentino della metà del Quattrocento. Da questo punto di vista il dipinto ci offre una straordinaria testimonianza documentaria, raffigurando ogni minimo dettaglio: dal bordo rosso che circonda le spalle al tessuto pieghettato che fuoriesce a coprire i piedi. Il gruppo delle due figure inserite in un’architettura perfetta si lega molto bene iconograficamente ad un gruppo di Madonne di piccole dimensioni, ma imponenti: la Madonna di Baltimora a Palazzo Medici Riccardi, a Firenze, e la Madonna di Washington.

Arte

Vasca battesimale (metà del secolo XII)

Maestranze toscane

Proveniente dalla Chiesa di Santo Stefano a Lucignano

La lavorazione del marmo e dei rilievi rende quest’opera un eccezionale esempio di scultura romanica, tra l’altro non rara nel territorio di Montespertoli. Dalla superficie esterna della piccola vasca emergono tre suggestive teste di uomo scolpite dalle acconciature barbariche. Una in posizione frontale quasi a definire il centro, e due in posizione laterale, i cui volti di tre quarti sembrano guardare tutti verso la stessa direzione. I tratti fisiognomici sono quelli incerti ed elementari, ma non per questo privi di potenza espressiva, che denotano la mano degli artisti medievali nella prima metà del XII secolo.
A conferma dell’originaria destinazione battesimale del pezzo sarebbero l’iscrizione che corre lungo il bordo superiore “HIC LAPIS GESTAS UNDAM QUE CRIMINA TEGAT” e distanziato da due punti il nome del probabile lapicida “EGO BO” seguito da una croce. Le dimensioni del manufatto e la presenza di un foro per lo scolo delle acque, successivamente otturato, portarono infatti a trasformare in un secondo momento la vasca battesimale in acquasantiera.
Negli anni 70 del secolo scorso, il manufatto venne smurato dalla controfacciata della Chiesa di Santo Stefano a Lucignano e trasferito e conservato nel Museo d’Arte Sacra di San Piero in Mercato a Montespertoli, a partire dal 1995. La sua presenza a Lucignano riveste un particolare interesse giacché la Chiesa di Santo Stefano dipendeva dalla Pieve di San Pancrazio ed è piuttosto raro trovare in una chiesa suffraganea arredi marmorei del periodo romanico e, in particolare una vasca battesimale: le pievi, e nel territorio di Montespertoli ce n’erano tre, erano le chiese principali e avevano ciascuna, all’interno, un fonte battesimale.

Arte

Gèmellion (1240/1260 circa)

Manifattura francese

Questo genere di coppa era usato in antico per il lavacro delle mani, non necessariamente in ambito religioso ma anche laico. Il Gémellion era realizzato generalmente a gruppi di due pezzi uguali, definiti gemelli appunto, da cui scaturì il nome: uno serviva per versare l’acqua e l’altro, tenuto al di sotto, per raccoglierla. Il piatto nei toni predominanti scuri (verde, rosso, marrone, azzurro), presenta una calotta sferica con una superficie decorata smalto a motivi geometrici, fogliacci e araldici. Il rovescio è decorato a incisione con al centro un rosone circondato da archeggiature. Nella parte centrale del recto domina uno scudo triangolare con motivi di gigli circondato da tre animali fantastici interpretato come lo stemma dell’antica Francia. Nella calotta esterna, su un fondo azzurro, si stagliano sei eleganti e stilizzate figure femminili a braccia aperte che sorreggono altrettanti medaglioni in ciascuno dei quali è inserito uno stemma diverso. La raffinatezza dell’esecuzione, la perfezione tecnica dell’oggetto ma anche i motivi decorativi e stilistici delle figure femminili degli animali fantastici estranei alla tradizione dell’arte italiana, lo dichiara in un manufatto eseguito a Limoges nel Duecento, sottolineando gli scambi culturali che fin da epoche antiche si intrattenevano tra i paesi d’oltralpe e le chiese e i borghi della Val d’Elsa.

Il territorio

La storia di Montespertoli la si comprende bene con la posizione geografica del paese che gli conferì, già nell’ XI secolo, un primato commerciale come luogo di scambio. Qui paesaggio e storia si fondono, restituendo il “composito del bel paesaggio toscano”.

A poco più di 25 km da Firenze, 50 km da Siena e 60 km da Pisa, si apre uno scenario fatto di natura, storia, musei e castelli che ci introduce in un contesto vero e genuino, lontano dalle consuete mete turistiche. Qui possiamo assaporare prodotti tipici di alta qualità.
Montespertoli, un paese vicino dalle lontane tradizioni, un territorio non difficile da raggiungere, capace di trasportarti all’interno di un paesaggio, di cui subito senti di far parte.
L’origine medievale del borgo è ben visibile ancora oggi dalle rovine presenti sul territorio, assieme a quelle di insediamenti romani ed etruschi. Qui, infatti, paesaggio e storia si fondono, restituendo il “composito del bel paesaggio toscano” dove l’ingerenza umana ha lasciato spazio non solo alla flora e alla fauna, ma anche a molteplici reperti storici e archeologici.

  • Archeologia
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  • Scienza e tecnica

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Informazioni utili

Contatti

Museo di Arte Sacra di Montespertoli
Via San Piero in Mercato, 233
50025 – Montespertoli (Firenze)
tel. +39 0571 600255
e-mail: ufficioturistico@comune.montespertoli.fi.it
info@visitmontespertoli.it

Orari

stagione estiva
(dal 1 aprile al 31 ottobre)

tutti i giorni
10.00 – 13.00 e 17.00 – 19.00


stagione invernale

(dal 1 novembre al 31 marco)

sabato, domenica e festivi
10.00 – 12.00 e 15.00 – 17.00

Biglietti

Biglietto cumulativo
(comprende anche il Museo della Vite e del Vino e il Museo Amedeo Bassi)

Intero: € 5,00
Ridotto: € 3,00