Museo della ceramica
Montelupo Fiorentino

Il Museo della ceramica racconta la plurisecolare tradizione delle maioliche di Montelupo, “fabbrica di Firenze”, guidandovi in un viaggio tra XIII e XVIII secolo alla scoperta di decori, tecniche e usi che hanno caratterizzato le tavole nobiliari, le istituzioni religiose e le antiche spezierie toscane.


Montelupo Fiorentino, Museo della ceramica

Il museo

Il Museo della ceramica racconta la plurisecolare storia della ceramica di Montelupo, rinomato centro di “fabbrica di Firenze”. Le maioliche esposte, databili dalla fine del XIII al XVIII secolo, accompagnano i visitatori in un affascinante viaggio nel tempo e nella materia, alla scoperta del ciclo di produzione e della funzione d’uso di questi manufatti, protagonisti indiscussi con i loro caratteristici decori e colori delle tavole di nobili famiglie fiorentine, delle mense di istituti religiosi e delle più antiche spezierie ospedaliere della Toscana.
L’itinerario museale è composto da otto sale, disposte su due piani, che approfondiscono un argomento specifico: al primo piano La mensa, Gli scavi urbani, La bottega e, infine, Il “Rosso di Montelupo” dove è esposto il celeberrimo bacile omonimo. Al secondo piano, i quattro argomenti trattati sono Le esportazioni, La spezieria, La committenza e, infine, Fiori e animali, percorso pensato per i bambini.

Da non perdere

Opere dei grandi maestri, ricostruzioni multimediali, voci e racconti del territorio e delle comunità che lo abitano, reperti archeologici e memoria delle arti e dell’artigianato: ogni museo regala piccole grandi storie, tutte da scoprire.

Scienza e tecnica

"Il Rosso di Montelupo"

Il manufatto è un bacile da acquareccia, usato per raccogliere l’acqua versata da una particolare brocca, “la mescirova” o “versatoio”, durante il lavaggio delle mani. È un capolavoro della maiolica rinascimentale italiana, di straordinaria ricchezza cromatica, che deve il suo nome al largo impiego del colore rosso usato nella decorazione, la cui composizione chimica è ancora sconosciuta.
Decorato a “grottesche”, fu realizzato nel 1509 in una delle più importanti botteghe montelupine, quella di Lorenzo di Piero Sartori la cui marca “LO” è elegantemente dipinta sul retro del manufatto.
Ha fatto parte della collezione Gustave de Rothschild di Parigi, successivamente è stato acquisito dall’antiquario e collezionista francese Alain Moatti, dal quale è stato acquistato nel 2003 dal Comune di Montelupo e alcuni sponsor privati con lo scopo di donarlo al Museo.

Scienza e tecnica

"Arlecchino"

Sul finire del Cinquecento, i ceramisti di Montelupo acquistarono nuova fama con l’inconfondibile produzione degli “arlecchini”, il cui nome deriva dalla vivace e ricca cromia che li caratterizza e che ricorda l’abito della popolare maschera. Protagonisti assoluti di questo genere decorativo, che conoscerà grande fortuna fino agli inizi del Settecento, sono uomini e donne raffigurati in scene di vita quotidiana, contadini, spadaccini, archibugieri, tamburini, spesso vestiti con brache rigate corte al ginocchio e ritratti con spirito caricaturale. Negli “arlecchini”, le figure campeggiano su uno sfondo giallo e il paesaggio è essenziale ma estremamente comunicativo nella sua semplicità, caratterizzato da precisi elementi: poche pennellate di blu per definire il cielo, due immancabili picchi rocciosi ai lati delle figure e, in basso, un terreno acciottolato con una fascia di verde sovrastante.
Questo genere, documentato fino ai primi anni del XVIII secolo, è presente nelle maggiori collezioni di tutto il mondo ed è riconosciuto come quello “montelupino” per eccellenza.

Scienza e tecnica

Le opere d'arte contemporanea site-specific

L’arte ceramica di Montelupo si fonda su una storia lunga secoli, ed è da sempre proiettata alla contemporaneità. Nel centro storico si possono incontrare numerose opere site-specific nate dai Cantieri d’arte e dalle Residenze d’artista promossi dalla Fondazione Ceramica Montelupo, e le collezioni si arricchiscono della ricerca degli artisti invitati in residenza.

Dal 2016, con “Materia Prima – Sculture in città”, a cura di Tonelli, si è aperta una nuova stagione di sperimentazione, proseguita con “Materia Montelupo”, “About a Vase” e “Doppio circuito” (2019), a cura di Matteo Zauli; “Ceramica Dolce” (2021), a cura di Silvana Annicchiarico; e le quattro edizioni di “Cantieri Montelupo” (2021– 2024), a cura di Christian Caliandro. Il Premio internazionale Open Studio e i programmi di residenza della Scuola di Ceramica alimentano la ricerca sulla ceramica contemporanea.
Lungo le Strade della Ceramica, tra storia e artigianato, si possono ammirare numerose opere di artisti contemporanei, tra cui la suggestiva “72 nomi – Italian Garden” di Marco Bagnoli, un omaggio al saper fare antico e ponte verso nuovi orizzonti.

Scopri le opere d’arte contemporanea di Montelupo QUI.

Il territorio

Il territorio di Montelupo è stato abitato sin da epoca preistorica, con successivi insediamenti etruschi e romani. Fin dalle sue origini, tra XIII e XIV secolo, il borgo si afferma come centro di produzione della ceramica, vocazione che si consolida nel Rinascimento e continua ancora oggi.

Montelupo Fiorentino si trova alle porte di Firenze, in un’area lussureggiante situata alla confluenza fra il torrente Pesa ed il fiume Arno. Molti reperti, oggi esposti al Museo Archeologico, attestano che il territorio è stato abitato sin da epoca preistorica, con successivi insediamenti etruschi e romani. La città, sin dalle sue origini, si attesta come rinomato centro di produzione della ceramica, dove tradizione e modernità si fondono in prodotti di qualità e dal design unico.
Ancora oggi, molte botteghe sono aperte e portano avanti con maestria e spirito imprenditoriale la propria storia di artigianalità: il Museo della ceramica ha, fra i suoi compiti, quello di preservare e valorizzare la memoria di questo “saper fare”.
Montelupo si distingue anche per l’imponente Villa Medicea dell’Ambrogiana, posta sulla riva sinistra dell’Arno, lungo il tratto fluviale che da Firenze porta a Livorno. La villa, immersa in un grande parco, è stata un tempo residenza di caccia della famiglia Medici e dimora prediletta di Cosimo III.

  • Archeologia
  • Arte
  • Memoria
  • Scienza e tecnica

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Informazioni utili

Contatti

Museo della ceramica
Piazza Vittorio Veneto, 10-11
50056 – Montelupo Fiorentino (Firenze)
tel. +39 0571 917650
sito: www.museomontelupo.it
mail: museo@comune.montelupo-fiorentino.fi.it

Orari

lunedì
14.00 – 19.00

da martedì a domenica
9.00 – 19.00

Il museo è aperto con orario ridotto il 24 e 31 dicembre (ore 9.00 – 14.00)

Il museo rimane chiuso il 25 e 26 dicembre, il 1 gennaio, la domenica di Pasqua e il 1 maggio

Ogni prima domenica del mese, l’ingresso è gratuito per tutti i visitatori

Biglietti

Biglietto singolo
Intero: 6,00 €
Ridotto: 4,00 €
Biglietto promozionale: 1,00 €

Il biglietto ridotto si emette per:

  • adulti oltre i 65 anni
  • gruppi da 15
  • convenzioni (FAI, soci Touring Club Italia, soci Coop, Edomusei, Trenitalia, Cartagiovani)
  • studenti fino a 25 anni

Il biglietto promozionale
si applica in caso di partnership formalizzata da specifici accordi con soggetti pubblici o privati in occasione di eventi organizzati sul territorio (eventi di natura sportiva a carattere almeno regionale, convegni e altre iniziative a carattere nazionale, ecc) per i quali sia riconosciuta una valenza reciproca di valorizzazione e opportunità promozionale delle risorse museali.

Il biglietto può essere applicato anche in caso di   adesione a iniziative sovralocali, regionali, nazionali o internazionali che prevedano facilitazioni analoghe.

Tutte le informazioni sulle convenzioni a gratuità sono consultabili a QUESTO INDIRIZZO

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