Museo del chiodo
Certaldo

Un museo ispirato alla grande tradizione artigiana della Valdelsa, ma anche un insolito racconto della storia umana.


Certaldo, Museo del chiodo

Il museo

Questo originale museo è allestito all’interno del Palazzo Giannozzi, antico palazzo padronale, oggi sede di botteghe artigiane che effettuano lavorazioni dal vivo. Presenta una singolare raccolta di chiodi di ogni epoca e foggia, di utensili della civiltà contadina e di sculture in legno.
La collezione è opera di Giancarlo Masini, storico falegname e artista, conosciuto da tutti come “Beppe Chiodo”.
Nel museo si possono trovare chiodi piccolissimi e chiodi lunghi oltre il metro, chiodi decorativi tipici dei portoni delle ville, chiodi di epoca romana e di epoca etrusca. Uno spazio importante è dedicato all’interpretazione artistica del chiodo attraverso chiodi intagliati nel legno o costruiti con vari materiali, dalla pomice al vetro, dalla cera al sughero. Il museo raccoglie anche gli utensili necessari alla lavorazione del legno, insieme a una serie di aneddoti e disegni relativi ai mestieri in cui il chiodo ha rivestito un ruolo fondamentale.
Nel 1994, alla memoria di Giancarlo Masini, è stato intitolato “Il Chiodo d’oro”, un premio che ogni anno viene assegnato ad un artista simbolo dell’importante manifestazione certaldese Mercantia.

Da non perdere

Opere dei grandi maestri, ricostruzioni multimediali, voci e racconti del territorio e delle comunità che lo abitano, reperti archeologici e memoria delle arti e dell’artigianato: ogni museo regala piccole grandi storie, tutte da scoprire.

Scienza e tecnica

Il chiodo nella storia

Nella Mesopotamia si usava nascondere i chiodi nella propria casa, durante le fasi di costruzione, per tenere gli spiriti malefici lontani. Nell’antica Grecia, la dea Atropo aveva come simbolo un chiodo e un martello: piantava il chiodo come segno per l’uomo dell’ineluttabilità del proprio destino. Gli etruschi usavano mettere un chiodo d’oro, lavorato finemente e mai usato, nelle tombe per propiziare, nell’Aldilà, la vita dei defunti. Nella religione cristiana, i chiodi della croce di Gesù sono oggetto di culto. Ma il chiodo ha ispirato anche artisti e poeti che lo hanno inserito in fiabe e testi, senza trascurare la sua presenza anche in natura (i funghi chiodini) o nelle pagine dedicate a scienza, arte, vignette, proverbi e chi più ne ha più ne metta. Talvolta utilizzato come feroce strumento di tortura, è ricordato comunque soprattutto come prezioso e indispensabile per gli artigiani.

Scienza e tecnica

Utensili e artigiani

Gli utensili da banco degli antichi artigiani rurali del legno, operanti negli antichi borghi della Valdelsa dalla seconda metà dell’800 alla fine dell’ultima Guerra, sono al centro della selezione realizzata da Beppe Chiodo. Gli artigiani rurali si differenziavano molto dagli artigiani di città. I primi facevano prevalentemente oggetti d’uso per gli agricoltori (carri, botti, aratri, gioghi…..), i secondi oggetti da arredamento. La vera differenza stava però nello stile di vita degli uni e degli altri. Gli artigiani rurali avevano un contatto diretto con la natura e ripiantavano un albero quando ne utilizzavano uno per il proprio lavoro e si facevano pagare quasi sempre in natura dal contadino a cui prestavano la loro opera. Una vita fatta di pochi lavori semplici, ma essenziali. Gli artigiani cittadini facevano ugualmente vita grama, ma erano più distaccati dalla natura, lavorando moltissime ore al giorno nelle buie e anguste botteghe, eccezion fatta per quelli che lavoravano alle manifatture nobiliari o ecclesiastiche.

Scienza e tecnica

Le "chiodosculture"

Sono le piccole sculture chiodosatiriche di Beppe Chiodo, in legno di ontano, scolpite con sgorbie e con l’aiuto di qualche piccolo utensile moderno. “Anche le piccole cose possono trasmettere il loro messaggio”, era la convinzione di Giancarlo Masini. Ecco che in ogni sua scultura vi è un particolare che ricorda la forma del chiodo.

Il territorio

Nei borghi medievali tutti i poteri – religioso, politico, civile, e commerciale – si affacciavano sulla piazza. A Certaldo questa “piazza” è l’attuale Via Boccaccio.

Il borgo storico, detto anche “Castello”, è raccolto entro le mura su cui si aprono le antiche porte di accesso al borgo: Porta Alberti, Porta al Sole e Porta al Rivellino.
Caratteristica principale dei borghi medievali era la piazza, su cui si affacciavano tutti i poteri dell’epoca: potere religioso, politico, civile, e commerciale. Certaldo si è sviluppato su una collina dalla conformazione allungata e di forma ellissoidale che non lasciava spazio alla ‘piazza’, la cui funzione è stata assunta dall’attuale Via Boccaccio sulla quale infatti si affacciano la Chiesa, il palazzo del potere (Palazzo Pretorio) e le Logge del Mercato (Palazzo Stiozzi Ridolfi), oggi chiuse ma ancora visibili nei muri. Gli attuali spazi che possiamo identificare con le piazze, all’epoca non erano che orti, che sarebbero serviti a fornire cibo alla popolazione in caso di assedio.
Il Palazzo Pretorio si trova nella parte più alta e più antica del colle di Certaldo Alto, in posizione elevata rispetto all’antico borgo urbano e posto all’incrocio delle due strade medioevali: via Boccaccio (asse portante del paese) e via del Rivellino (la più antica). La sua dimensione imponente prende così un ruolo di fulcro prospettico per tutti i territori intorno.

  • Archeologia
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Informazioni utili

Contatti

Museo del Chiodo
Via Giovanni Boccaccio, 35
50052 – Certaldo (Firenze)
tel. +39 0571 661265
sito: www.comune.certaldo.fi.it
e-mail: info.turismo@comune.certaldo.fi.it

Orari

Il museo è visitabile su richiesta da fare direttamente alla biglietteria di Palazzo Pretorio al momento dell’acquisto del biglietto, nei giorni e negli orari di apertura del sistema museale comunale che comprende anche Palazzo Pretorio e Casa Boccaccio.

Biglietti

Biglietto singolo: 1,00 €