La Villa romana del Vergigno (I secolo a.C.-V secolo d.C.) s’inserisce nella tipologia insediativa delle ville rustiche, costituite da una parte residenziale, dove viveva il padrone, da un settore destinato agli alloggi di coloro che vi lavoravano e, infine, da vani destinati alla produzione, alla lavorazione e all’immagazzinamento dei prodotti della terra, per la loro commercializzazione.
Tra i reperti rinvenuti, oltre a monete, vetri e manufatti ceramici e metallici, si segnalano un gruppo di anfore con evidenti difetti di fabbricazione, come deformazioni e fratture avvenute durante la cottura, e riconducibili al tipo “Lamboglia 2”. Questa tipologia, datata tra la fine del II secolo a.C. e la fine del I sec. a.C. e associata sia al trasporto di olio che di vino, consente non solo di datare una fase della villa, ma anche di attribuire una funzione alle strutture portate in luce.