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Una riflessione sulle ombre: la tappa di “Musei per l’Alzheimer” a Certaldo

4 Maggio 2026

Palazzo Pretorio

Certaldo

Un momento di confronto, per scambiarsi opinioni, memorie, sensazioni; e poi un laboratorio di disegno carboncino – una riflessione collettiva sulla famiglia, il lavoro, il proprio posto nel mondo. E sul concetto di “sacro”, grazie alla mostra temporanea di Olivieri Rinaldi In Verso. Frammenti narrativi, che è allestita in quegli spazi.

Tutto questo è stato al centro dell’appuntamento del progetto “Musei per l’Alzheimer”, questa volta andato in scena al Palazzo Pretorio di Certaldo. Ad accogliere i partecipanti, le loro famiglie e gli operatori c’era anche l’assessora alla cultura Claudia Centi che si è poi trattenuta per tutto l’incontro, partecipando alle attività.

Tante le suggestioni emerse sia durante il momento di accoglienza che, dopo, attraverso l’osservazione delle opere.
Non si finisce mai di imparare. Ognuno ha le sue esperienze. Stare insieme, stare insieme nell’arte e nella storia aiuta… Ci si confronta.

E per concludere la giornata in bellezza e festeggiare insieme: pane, pomodoro e cipolla, rigorosamente di Certaldo… pizzica!!!

I racconti (di fronte all’opera “Ultima Cena” realizzata a carboncino su cartone)

Mamma mia, è inquietante! Abituati a vedere i quadri tutti colorati, invece qui sono tutti neri. È un’opera scura.

Questi tre pannelli, queste figure… È tutta una relazione… Che si vedono, che si guardano, è tutto movimento.

E poi questo scavo che fa emergere, sembra quasi in rilievo.

Nonostante siano neri, vedo la bravura del pittore, infatti ha fatto con il nero due sagome come se parlassero fra di loro e sotto ce n’è un altro.

Stanno commentando qualcosa di suo…

Un signore e una signora che parlano fra di loro, che dicono: “come si può fare? C’è poco da fare! Darsi un po’ di tempo!”

Due persone normali, sono a chiacchierare. Se siamo insieme qualcosa si dice… sono attaccati al discorso. Sono forse tre amici, marito o moglie…

Perché non hanno i capelli? Son contemporanei!

Le persone sono in posizioni diverse. Quella in alto sembra l’immagine di Gesù, come se stesse convertendo, o confessando. Quelle in basso sono pensierose, come se avessero qualcosa che gli va male. Quelli in piedi sono i più coraggiosi e provano a fare coraggio a quelli più vicini a Gesù, per seguirlo. Gli altri sono girati in là, perché sono scettici.
Quello in piedi sembra quasi un avvocato: deve guardare quello che uno ha fatto di bene o ha fatto di male.

Infatti, si dice (inizia a cantare): “non sono che è un povero nero, ma nel Signore io credo. Te che dipingi i colori, quando dipingi le chiese, ti prego dipingi un angioletto nero!”

Perché siamo tutti bravi, neri o bianchi siamo tutti cristiani.

Ma se questo è un gruppo, com’è che ci sono delle persone che si sono messe lì ed altre di là? La posizione!

A proposito di posizione, ci siamo chieste quanto all’interno di un gruppo è facile o difficile trovare il proprio posto?

Chi è in piedi agisce, chi è in basso subisce.

C’è qualcosa che vi indica che quello è il vostro posto? Una persona o un luogo?

Ce l’ho una persona che è il mio posto, è lontana, molto lontana che ci vorrebbe il treno.
Nella famiglia!
Qui! Perché ci intendiamo a guardare, a sentire gli altri e invece a casa con le faccende non si finisce mai… ma che ci fate a fare la casalinga?
A lavorare (era il mio posto, ndr), a sentire il profumo dell’inchiostro… Mi sentivo realizzata!
Realizzati siamo a lavorare: è giusto! Casalinghe avanza tempo!
Si dice male… Ci vuole la forza, anche. Il mio posto è la famiglia, perché ci si sente più forti, ci si sente bene.

Le figure sembrano ombre… cos’è l’ombra?

L’ombra viene requisita da te… Ti confonde!
Chi è gelosissimo, si dice che è geloso anche della sua ombra.
È l’oscuro, qualcosa che lasciamo dietro a noi, che facciamo.
È un riflesso della luce.
È l’anonimato.
Appiattire tutto.
Hai paura della tua ombra?!
Sei sempre dietro, sempre attaccata, sei la mia ombra!
Però senza luce non c’è ombra e da qualche parte c’è la luce… Sennò non vedi niente!


Il racconta della seconda parte: la pratica

Ad ognuno viene consegnata una tavoletta di cartone sulla quale con un pastello a cera nero si può disegnare un’ombra, la propria o una a scelta. Al termine della creazione ognuno può decidere dove posizionare direttamente la propria opera in relazione e dialogo con l’opera originale dell’artista.

Ombre
Sembra facile
Accanto a quella degli altri
Un’ombra, come da ragazzi che ti faceva l’effetto che ti seguiva sempre, ti veniva sempre dietro
Dove ci sono quelli un po’ incavolati
Con gli occhiali dell’ombra
L’ombra mia è tutta spettinata, quindi va bene
Due figure, due sagome, un uomo e una donna, una più piccina, una più grande
Una cosa che mi ha colpito
In fatto di ombra, mi piacerebbe crederci, quando incontri un’ombra che ti è stata cara
Sembra quasi la Gioconda
Una mano
L’ho firmata

Il progetto

“Musei per l’Alzheimer” è un progetto che mira a  costruire spazi accoglienti, dove l’arte diventa occasione di dialogo. Grazie al lavoro congiunto di educatori museali e animatori geriatrici, le attività creano esperienze relazionali profonde con le opere e i patrimoni culturali, stimolando immaginazione e creatività, valorizzando ogni forma di comunicazione, anche quella non verbale. Attraverso stimolazioni tattili, uditive e olfattive, il museo si apre a nuovi linguaggi e diventa parte di una rete sociale che sostiene le famiglie, i caregiver, le RSA e i centri diurni del territorio. Un percorso che rafforza il legame tra cultura e welfare.

Il programma, attivo da molti anni, dal 2022 è realizzato in collaborazione con la Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa e rientra – come da indicazione della Regione Toscana – tra le proposte prescrivibili all’interno dei programmi di accompagnamento alle cure domiciliari.

Territori coinvolti: Certaldo

Musei coinvolti: Palazzo Pretorio