Musei per l’Alzheimer, il racconto della tappa a Vinci
Ha fatto tappa al Museo Leonardiano di Vinci il progetto “Musei per l’Alzahimer” che permette ai partecipanti e ai loro familiari di vivere un’esperienza culturale coinvolgente e stimolante, a contatto con l’arte e con le collezioni dei musei. Un progetto prezioso, che mette al centro le persone anziane con decadimento cognitivo e chi se ne prende cura, trasformando i musei in luoghi di incontro, relazione e inclusione.
Gli incontri sono dedicati a persone con demenza, accompagnate da chi se ne prende cura (familiari, amici o badanti) e propongono attività in piccoli gruppi, con il coinvolgimento di tutti i partecipanti, per costruire nuove e più efficaci modalità di relazione: si osservano le opere, in un ambiente aperto al confronto, accogliente e amichevole, si condividono sensazioni, pensieri e punti di vista.
I racconti
Sala telai
La matassina, facevo. Nonna Maria era sempre a aggeggiare!
I golfi, i calzini.
Beppina faceva l’uncinetto. Io facevo le cose un po’ più..diciamo… la rifinitura. La mi mamma faceva invece il pezzo.
Si dilettava. Mica faceva le cose a ganghera!
Qui c’è l’ingegno. Mi fa pensare che noi ci si appiattisce sull’esperienza di altri. Senza la nostra creatività.
In laboratorio
Il tessuto è un intreccio di fili.
Raccattare tutti i pezzetti.
Creare dei legami, fili che si intrecciano.
Si raccontano. Ognuno trasmette a quell’altro.
Pazienza, applicazione: mi intriga!
Il fiocchettino, da maschio o da femmina.
I calzoni alla zuava.
Una rifinitura.
Il dito pronto.
S’è imparato sui giornalini: Burda, Furla, Mani di fata.
A cinque, sei anni si infilava le perline. A otto rifinivo i cappelli della mi mamma.
La mi mamma le faceva in casa: asciugamani, lenzoli. E poi mentre era in rifugio gli rubaron tutto. E lo sapeva chi era stata, ma non andò mai a riprendili. In tempo di guerra hanno fatto fagotto: li han venduti tutti per un po’ di pane. Il mi nonno aveva un cappellone, passava e diceva Buttate tutto qui.
L’incontro
Ad accogliere i partecipanti, a Vinci, c’era anche il sindaco, Daniele Vanni. “Sono orgoglioso – ha detto – che il nostro museo sia protagonista di questo cammino: la cultura non è solo conservazione del passato, ma strumento vivo di crescita civile, inclusione e comunità. Continuiamo a costruire insieme una città attenta, sensibile e capace di accogliere ogni fragilità”.
“Musei per l’Alzheimer” significa costruire spazi accoglienti, dove l’arte diventa occasione di dialogo. Grazie al lavoro congiunto di educatori museali e animatori geriatrici, le attività creano esperienze relazionali profonde con le opere e i patrimoni culturali, stimolando immaginazione e creatività, valorizzando ogni forma di comunicazione, anche quella non verbale. Attraverso stimolazioni tattili, uditive e olfattive, il museo si apre a nuovi linguaggi e diventa parte di una rete sociale che sostiene le famiglie, i caregiver, le RSA e i centri diurni del territorio. Un percorso che rafforza il legame tra cultura e welfare.
Il programma, attivo da molti anni, dal 2022 è realizzato in collaborazione con la Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa e rientra – come da indicazione della Regione Toscana – tra le proposte prescrivibili all’interno dei programmi di accompagnamento alle cure domiciliari.
Territori coinvolti: Vinci
Musei coinvolti: Museo Leonardiano





